La milza è un organo con funzioni di tipo yin (assimilazione, riflessione), gestisce la produzione dell'energia estratta dagli alimenti, garantisce il trasporto di questa energia, patrocina il trofismo muscolare e del sottocute, si manifesta alle labbra, controlla la lingua (funzione gustativa), garantisce la nutrizione dei quattro arti, garantisce che gli organi addominali rimangano al loro posto, fa in modo che il sangue rimanga all'interno dei vasi sanguigni, dimora lo shen YI (riflessione e memorizzazione).
La milza si lega strettamente allo stomaco e con esso gestisce l'elaborazione degli alimenti e l'estrazione da essi dell'energia alimentare.
Il canale energetico della milza nasce dall'alluce, percorre tutto l'arto inferiore, l'addome e termina ai lati del torace dopo essere transitato sulla mammella. La milza controlla le attività del rene e del polmone, ed è a sua volta controllata dal cuore e dal fegato.
Gradisce il sapore dolce e moderatamente piccante, mentre è disturbata dal sapore acido e dall'eccesso di sapore piccante.
La milza gestisce i processi di trasformazione degli alimenti in energia (funzione che completa con il prezioso aiuto del pancreas), provvede a fare in modo che il prodotto di questa distillazione giunga al polmone, il quale provvederà ad unirla all'energia ottenuta dalla respirazione.
Per fare in modo che l'energia giunga al polmone, la milza deve mandarla verso l'alto e questa direzione controgravitazionale, fa in modo che gli organi addominali rimangano in sede senza scendere (molte persone che soffrono di prolasso gastrico, vescicale, rettale o renale, hanno concomitanti disfunzioni digestive).
Il prodotto della funzione splenica (l'energia derivante dagli alimenti), viene inviata ai quattro arti che possono, quindi, avere la forza di sostenere il corpo e di fare in modo che la persona adempia ai propri impegni.
Naturalmente il corretto giungere dell'energia alimentare ai quattro arti, fa si che i loro muscoli e relativo tessuto sottocutaneo siano floridi e tonici. Molte persone con croniche disfunzioni digestive, hanno caratteristicamente gli arti sottili e flaccidi e tendono a stancarsi facilmente.
La milza si manifesta alle labbra che devono apparire rosso chiaro, umettate in modo naturale, non screpolate; quando vi sono disfunzioni digestive spesso le labbra appaiono pallide, coperte da un velo biancastro o tendono a screpolarsi ed essiccarsi.
La milza fa in modo che il sangue non esca dai vasi e talora gravi compromissioni funzionali della milza, si manifestano con sanguinamenti lievi ma continui, che compaiono specialmente dagli orifizi inferiori (rettorragie modiche, spotting post-mestruale, metrorragie contenute, proctorragie emorroidarie).
La milza dimora lo Yi che è l'entità psichica deputata alla cogitazione, alla memorizzazione, alla valutazione conscia.
Le persone con disfunzioni spleniche croniche sono spesso ossessionate dai pensieri, tendono a gravitare intorno ad un problema talora risibile, cadono cioè, nel vortice dell'ossessione e della rimuginazione. Sono anche spesso colpite da perdita della memoria e della capacità di senso critico; alcune forme di Alzheimer potrebbero trovare la fonte genetica in una disfunzione grave della milza.
Il viscere legato alla milza è stomaco che, tra tutti i visceri, è quello più importante e funzionalmente più soggetto a stress.
Lo stomaco è deputato all'accoglimento dei liquidi e dei cereali e provvede a dividere il limpido dal torbido inviando il limpido alla milza, che poi opererà una funzione di distillazione, mentre invierà il torbido all'intestino affinché venga espulso con le feci.
Il canale energetico di stomaco inizia dal bordo inferiore dell'orbita oculare, percorre il volto, il bordo inferiore della mandibola e sale alla fronte; prosegue sul collo, sulla parte anteriore del torace, dell'addome, della coscia e continua sulla parte antero-laterale della gamba per terminare al secondo dito del piede.
Lo stomaco produce i liquidi e questa produzione è anche mediata dal rene per cui un difetto del rene può influire su su questa funzione; a sua volta il rene può esserne influenzato anche in maniera pesante e destabilizzare l'intero organismo, non essendo più, nel suo aspetto yang, in grado di sollevare i fluidi fino ai polmoni e di umidificare gli altri organi e visceri.
Lo stomaco viene controllato dalle funzioni spleniche, da quelle epatiche e da quelle renali, come già visto.
Di particolare rilievo è l'intenso risentimento che ha lo stomaco quando il fegato è disfunzionante; qualora il fegato sia disarmonico, lo stomaco viene invaso da questa disarmonia e diviene, esso stesso, disfunzionante.
Lo stomaco soffre per l'attacco del freddo che gli può derivare da una alimentazione eccessivamente fredda o raffreddante o dall'esposizione eccessiva a temperature fredde. Tuttavia lo stomaco risente anche dell'eccessivo calore anch'esso derivante da una scorretta alimentazione basata su alimenti piccanti e caldi in modo eccessivo.
Gastriti, gastroduodeniti, ulcere gastriche e duodenali, tumori gastrici, dispepsie e gastralgie sono tutte evenienze che possono derivare da attacchi di energie esterne ma anche da insulti provenienti dall'interno stesso dell'organismo.

