Le 10 strategie della manipolazione mediatica
Tratto da ciò che l'esperto in comunicazione Noam Chomsky ha indicato come “10 strategie della manipolazione” attraverso i mass media. Un piccolo contributo ad un aumento di consapevolezza, non quindi un discorso fine a se stesso o politico-complottista, ma una serie di concetti di cui tener conto nell'ambito dell'evoluzione psico-spirituale dell'individuo, che vive ed opera all'interno di una società che implicitamente lo condiziona e tende ad "integrarlo".
Si potrà dire che alcu
ne cose sono ovvie, che si possono aggiungere alcuni punti, mentre altri non sono applicabili in ambito locale, ma nel complesso l'articolo raggiunge il suo scopo, che è quello di far riflettere. Vorrei integrarlo con questo paragrafo tratto da Wikipedia e che si riferisce in particolare al condizionamento operato attraverso i giornali:
"Il meccanismo attraverso cui si attua questo livellamento [dell'informazione - n.d.r.], è costituito dalla "fissazione delle priorità": esiste un certo numero di mezzi di informazione che determinano una sorta di struttura prioritaria delle notizie, alla quale i media minori devono più o meno adattarsi a causa della scarsità delle risorse a disposizione. Le fonti primarie che fissano le priorità, sono grandi società commerciali a redditività molto alta, e nella grande maggioranza sono collegate a gruppi economici ancora più grandi.
L'obiettivo è quello che Chomsky definisce come la "fabbrica del consenso", ossia un sistema di propaganda estremamente efficace per il controllo e la manipolazione dell'opinione pubblica".
1 - Strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, la quale consiste nel deviare l’attenzione delle masse dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élite politiche ed economiche, tramite un quantità di distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali nelle aree della scienza, dell'economia, della psicologia, della neurobiologia e dell'informatica.
“Mantenere l'attenzione delle masse deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).
2 - Creare problemi e poi offrire le soluzioni
Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione – soluzione”.
Si crea un problema per causare una certa reazione da parte delle persone, con lo scopo che sembrino queste ultime i mandanti delle misure che si desiderano far accettare.
Ad esempio, si lascia che dilaghi la violenza urbana (o si parla troppo spesso di quella "normale" aumentandone così l'impatto emotivo), oppure si organizzano attentati sanguinosi così che il pubblico stesso richieda leggi e politiche per la sicurezza a discapito della libertà.
Oppure si crea una crisi economica per far accettare come un male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.
3 - Strategia della gradualità
Per fare accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente per diversi anni consecutivi.
E’ così che condizioni socio-economiche radicalmente nuove furono imposte durante gli anni '80 e '90: Stato invadente anche nel privato, tasse elevate e soprattutto mal distribuite (pressione precedentemente meno sentita per via della più facile evasione fiscale), privatizzazioni, precarietà, disoccupazione di massa, salari che non garantiscono più redditi dignitosi, contributo sanitario pubblico ridotto, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati tutti in una volta.
4 - Strategia del differimento
Un altro sistema per fare accettare una decisione impopolare è presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo dalle masse la sua accettazione nell'immediato col trucco di presentare l'applicazione della decisione stessa come qualcosa di futuro.
E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. In primo luogo perché lo sforzo non è richiesto adesso. Secondo, perché la gente, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrà essere evitato. Questo dà più tempo alla gente per abituarsi all'idea del cambiamento, e per accettarlo rassegnata quando arriva il momento.
5 - Rivolgersi alle persone come fossero bambini
Gran parte della persuasione diretta al grande pubblico adopera discorsi, argomenti, personaggi e intonazioni particolarmente infantili, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale.
Quanto più si cerca di ingannare l'ascoltatore, tanto più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se ci si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla sua suggestionabilità, essa tenderà con certa probabilità ad una risposta o ad una reazione priva di senso critico, come quella di un ragazzino di 12 anni o anche meno".
6 - Usare il lato emotivo molto più di quello riflessivo
Sfruttare l'emotività è una tecnica classica e nota da secoli per provocare il corto circuito dell'analisi razionale e del senso critico dell'individuo che ascolta. Inoltre l’uso del registro emotivo permette di aprire la porta di accesso all'inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure, compulsioni, o per indurre i comportamenti desiderati (la pubblicità commerciale usa moltissimo questa tecnica).
7- Mantenere la gente nell'ignoranza e nella mediocrità
Fare in modo che le masse siano incapaci di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il loro controllo e la loro schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile (per esempio trasformando la scuola in una preparazione al lavoro e non in una preparazione ad una vita consapevole, di cui il lavoro è solo un aspetto), in modo che la distanza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori.”
8 - Stimolare nella gente la compiacenza verso la mediocrità
Spingere le masse a ritenere alla moda l'essere stupidi, volgari e ignoranti.
9 - Rafforzare l’auto-colpevolizzazione
Far credere all’individuo che sia soltanto lui il colpevole delle proprie disgrazie, a causa di una insufficiente intelligenza, capacità o impegno.
Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico o contro una burocrazia statale/fiscale paralizzante, l’individuo si auto-svaluta e si incolpa (e incolpa gli altri), cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, tra i cui effetti c'è la delega della responsabilità personale e l’inibizione all'azione. E senza azione non c’è cambiamento...
10 - Conoscere gli individui meglio di quanto essi stessi si conoscano
Negli ultimi 50 anni i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze della maggior parte delle persone e quelle possedute ed utilizzate dalle élite dominanti.
Grazie a biologia, neuroscienze e psicologia applicata, il “sistema” gode di una conoscenza avanzata dell'essere umano, sia in campo fisico che psichico. Il sistema è riuscito a conoscere l’individuo comune meglio di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo sull'individuo maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.
Normalmente le persone non si rendono conto di queste manipolazioni, ma anche se lo facessero, tenderebbero a negarne l'effetto per un inconscio desiderio di non sentirsi troppo fragili ("lo so cosa stanno facendo, ma con me non funziona, perché..."). In quest'ultimo caso, la mente che si da' la spiegazione è anche la stessa mente che ci crede, e quindi l'individuo è contento di "non esser stato fatto fesso" ed il suo condizionamento, rifiutato a livello cosciente, viene spinto in profondità da cui può agire indisturbato.
Vorrei aggiungere una citazione di Oscar Wilde, leggermente modificata, che ritengo utile in questo contesto: non c'è persona più schiava di chi non sa, o non ammette, di esserlo.

