Estratto dal capitolo "Profondità", di Adyashanti (La Danza del Vuoto)
Traduzione di Anna Paola Maestrini
(…) Al di là del muro della conoscenza, siamo invitati a raggiungere non uno stato regressivo al di sotto delle capacità operative della mente, ma uno stato trascendente, che si spinge oltre i limiti di quest’ultima. È questa la spiritualità. È inoltrarsi dove la mente non può andare. (…) Mentalmente, psicologicamente, la gente tende a sentirsi molto insicura nel lasciarsi ogni sapere alle spalle.
La mente non può concepire l’esistenza di un’intelligenza vera, trascendente, che non è il frutto e il risultato del pensiero e dell’acquisizione concettuale. Non può concepire l’esistenza di una saggezza che non si presenti sotto forma di pensieri, di sapere acquisito ed accumulato.
Il vero slancio, o anelito spirituale è sempre un invito ad inoltrarsi al di là della mente. Per questo motivo si dice che per andare verso Dio devi essere nudo, o non ci andrai. È lo stesso per tutti: entri se ti liberi dal sapere acquisito, altrimenti sarai per sempre incapace di entrare. Una mente intelligente si rende conto della propria limitatezza, ed è una bellissima cosa quando lo fa.
Non appena smetti di aggrapparti a tutto il tuo sapere, cominci ad entrare in un nuovo stato dell’essere. Ti addentri in una dimensione diversa, nella quale l’esperienza, dentro di te, diventa molto silenziosa. Forse ci potrebbe ancora essere la mente che chiacchiera, sullo sfondo, o forse no; in ogni caso, la coscienza non è minimamente perturbata dalla mente. Non hai nemmeno bisogno di mettere quest’ultima a tacere. La tua consapevolezza, semplicemente, va oltre il muro del sapere ed entra in uno stato di grande pace.
In questa quiete, ti rendi conto di non sapere nulla, perché non volgi il tuo sguardo indietro, verso la mente, in cerca del sapere acquisito. Per la mente, questa quiete è un mistero. È qualcosa di sconosciuto. Andando più in profondità, sperimenti con intensità sempre crescente qualcosa che ha l’apparenza di un grande mistero. A questo punto, la mente potrebbe riaffiorare e voler capire cosa sta accadendo, dare una definizione ad ogni cosa, senza però ottenere una maggior profondità. Il mistero non fa altro che continuare ad aprirsi a se stesso, se lo lasci fare – se abbandoni ogni controllo. (…)
Ti lasci alle spalle quel che pensavi di essere, quello che i tuoi genitori pensavano che tu fossi, ed ogni tua opinione e convinzione. Ieri non esiste più. A questo punto, ti accorgi di una cosa molto interessante: puoi lasciarti tutto alle spalle, senza però cessare di essere, - sei proprio qui, proprio in questo momento. Di conseguenza, ciò che tu sei diventa ancora più misterioso. (…)
Ciò che sei veramente comincia a risvegliarsi. Il vero Io sono è così incredibilmente vuoto, così libero da tutto quel che pensavi di essere. Non ha limiti, né definizioni. Qualsiasi definizione renderebbe un pessimo servizio a quel che sei. Non rimane altro che la consapevolezza, e non è nemmeno vero questo, perché è soltanto una parola. (…)
In questo vuoto cominci ad assaporare l’esperienza dell’essere. È essere prima di esser qualcosa o qualcuno. Ed è questo misterioso essere che è desto e vivo. È l’unica cosa che non ha bisogno della mente che la faccia apparire dal nulla, che la faccia esistere. Non hai affatto bisogno di pensare, per essere questa coscienza desta. Tutto in te si trasforma, tutto eccetto questa consapevolezza. Il corpo si trasforma. La mente si modifica. I pensieri cambiano – molto più velocemente di quanto vorrebbe la maggior parte della gente. Poco importa quanto sapere tu riesci ad accumulare, non è la conoscenza che ti porterà qui più speditamente. L’unica, vera costante è l’essere – ciò che è sempre risvegliato. (…)
Non appena sai con certezza di non sapere nulla e che non c’è nulla da sapere, sorge quello stato chiamato illuminazione, perché c’è solo l’essere. Quando c’è solo l’Uno, cosa potrà mai sapere? L’Uno sa soltanto “Io sono quello. È questo che io sono”. Come dice la Bibbia: “IO SONO COLUI CHE SONO”. Questa è la vera conoscenza risvegliata. Ogni altro sapere è secondario. (…)
Nulla di quel che sorge dalla mente è vero in assoluto. Per la mente è un sollievo meraviglioso poter smettere di lottare e spostare il proprio orientamento spirituale dal sapere all’essere.
Adyashanti - La danza del Vuoto - Tecniche Nuove Edizioni
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