Lo shiatsu è una disciplina di autoguarigione assistita e si basa su tecniche di pressione attuate con le dita, il palmo e più raramente il gomito e il ginocchio, secondo modalità codificate dai fondatori, Masunaga e Namikoshi.
La pratica dello shiatsu produce una comunicazione rispettosa e naturale mediante il contatto e la percezione della persona nel suo insieme, e dei punti situati sui 12 meridiani principali e sugli otto straordinari e concorre alla piena espressione delle risorse vitali dell'individuo per una migliore qualità della vita; favorisce l'attività e l'armonizzazione del Qi (o Ki), comunemente tradotto con il termine "energia", inteso come principio base di tutti i fenomeni vitali in natura.
Lo shiatsu, così come il Reiki, e molte altre discipline energetiche, si occupa di
situazioni di benessere e disagio, salute e vitalità intese in modo differente da come le concepisce la cultura occidentale di questo secolo: non sono quindi applicabili i concetti di malattia e terapia come vengono comunemente vissuti.
La pratica dello shiatsu produce effetti benefici e rivitalizzanti in entrambe le persone coinvolte, operatore e cliente, che ne beneficiano sulla base delle proprie risorse e potenzialità.
E' pertanto una pratica che permette una possibilità evolutiva sia per il praticante, attraverso un lavoro che investe la globalità del suo fare e del suo essere (postura, respiro, rafforzamento, centralità, sensibilità, stato mentale ecc.), sia per il ricevente attraverso un risveglio generale della propria vitalità.
Elemento centrale per lo sviluppo delle potenzialità vitali è la relazione che si esprime attraverso le pressioni e le conseguenti risposte; i due soggetti praticano assieme su un piano di parità, pur nei diversi compiti e non è possibile identificare un ruolo dominante, di direzione, di maggior potere.
L'operatore shiatsu opera nell'ascolto e nel rispetto delle personali condizioni del ricevente, adattando le proprie capacità espressive-tecniche alla realtà del ricevente; la comunicazione tra i due soggetti nella pratica dello shiatsu non informa (come nella pratica medica attuale) ma trasforma e può produrre situazioni non interpretabili nel nostro contesto culturale abituale. Tutto ciò sta stimolando la creazione di nuovi modelli e di un linguaggio che esprimano questo tipo di esperienze.
Le modalità della pratica rendono lo shiatsu sicuro, conferendogli possibilità di applicazione in quasi ogni situazione; resta in ogni caso importante per l'operatore osservare cautele ed attenzioni suggerite dall'esperienza e dal buonsenso, cose che comunque fanno parte della sua professionalità.
La formazione dell'operatore shiatsu avviene attraverso un iter personale che si sviluppa nel tempo; l'apprendimento non passa solo attraverso il trasferimento di informazioni ma anche attraverso l'esperienza diretta e pratica; risulta pertanto non appropriata qualsiasi separazione tra teoria e pratica, sapere e fare, formazione e tirocinio.
Le sedute di shiatsu durano da 45 a 70 minuti e si praticano su di un materassino di tipo futon, senza uso di oli; è sufficiente un abbigliamento comodo; il numero di sedute è variabile in funzione degli sviluppi nel corso del trattamento, con un minimo suggerito di sette.
La cadenza delle sedute è settimanale, salvo esigenze particolari, e il numero di esse varia normalmente da 7 a 11, con un richiamo periodico deciso alla fine del trattamento.
Reiki è una parola giapponese che significa Energia Vitale Universale.
Nasce dall'unione di Rei, che possiamo definire energia universale, e di KI, energia individuale o forza interiore. Reiki è una pratica che consente di mettere in contatto REI e KI, creando un potente ed inesauribile flusso di energia attraverso l'organismo. Ogni carenza di energia vitale all'interno del corpo viene, in breve tempo, colmata di nuova forza; gli organi del corpo attraversano un periodo di vera e propria rigenerazione cellulare.
Le emozioni, bloccate all'interno dell'organismo e responsabili di molte malattie, emergono alla coscienza, si liberano e la mente funziona con lucidità e chiarezza, al fine di acquisire consapevolezza e armonia. La separazione, che da millenni, distingue il mondo Divino dall'umano e che ha spesso creato confusioni tra mondo spirituale e mondo materiale, appare colmata attraverso un intervento rituale, misterioso, che riunisce in una sola cosa il Tutto con l'Uomo, lo Spirito e la Materia.
Anche Oriente ed Occidente, emisfero destro ed emisfero sinistro del mondo e del cervello, s'incontrano attraverso Reiki: si fondono in una disciplina che, partendo dal corpo fisico, porta alla scoperta dell'Anima la quale, attraverso le iniziazioni ed i trattamenti, rivela l'armonia celeste nella vita quotidiana.
Il trattamento di base dura circa un'ora e prende in esame tutti i principali punti energetici del corpo: i chakra, i meridiani, gli organi di senso, gli organi interni, le articolazioni. Si esegue appoggiando le mani in sequenza sulla parte anteriore del corpo, non trascurandone il baricentro energetico o hara.
A questo punto chiediamo alla persona a cui stiamo facendo il trattamento di girarsi in posizione prona per trattare i punti della parte posteriore del corpo, con una cura particolare per il chakra del cuore. Questo trattamento induce uno stato di profondo rilassamento e un forte processo di consapevolezza.
E' normale che il processo di consapevolezza assuma la forma dello sblocco emozionale o del processo psico-fisico, che consentirà l'eliminazione delle tossine che giacciono nell'organismo grazie al continuo afflusso di informazioni, sotto forma di sentimenti, situazioni, ricordi, pensieri, che affluiscono dal corpo agli strati superiori della coscienza.
Quello che accade con Reiki è che, attraverso il trattamento, il corpo viene nutrito di nuova energia che consente, attraverso la manifestazione emotiva, di ricondurre alla consapevolezza le cause della sofferenza.
Sanando il conflitto sul piano fisico, l'informazione ritorna alla coscienza, da dove era partita.
Reiki guarisce in modo naturale, nel rispetto dell'interezza dell'individuo, ricercando la causa prima della malattia ma senza entrarne nel merito; spesso la causa ha origine nel vissuto infantile, nelle carenze affettive, vere o percepite come tali, nel disadattamento che conducono poi all'inadeguatezza del vivere.
Questa è la partenza per la scoperta del mondo dei Fiori di Bach applicato ai nostri disturbi e mano a mano che proseguirai la lettura ti verrà sicuramente voglia di provarli passando così dalla teoria alla pratica...


A questo punto, però, potrai pensare: per me potrebbero essere adatti tutti... o quasi.
Teoricamente possiamo dire che questo è vero, in quanto i fiori prendono in esame tutti gli aspetti della nostra vita; possiamo perciò affermare che tutti i fiori, una volta o l'altra, possano essere adatti per noi.
Chi almeno una volta nella vita non si è sentito depresso, stanco, impaurito, abbattuto, non all'altezza....?
Praticamente bisogna però tener conto che i fiori vanno personalizzati, per quello che siamo ora, in base alle esperienze che stiamo vivendo nel momento presente.
Come procedere quindi nella scelta? Scegli quale stato d'animo ti blocca in questo momento (in questo periodo):
- è un aspetto profondo, e quindi di vecchia data, della tua vita
- oppure vuoi risolvere una situazione momentanea
Leggi attentamente le descrizioni dei singoli rimedi, annotando tutti quelli che possono essere legati allo stato d'animo, o agli stati d'animo che hai scelto qui sopra (solo uno dei due) e scegli al massimo 5 o 6 fiori fra quelli che riterrai più importanti rispetto alla situazione espressa nelle tue risposte.
Tieni presente che mentre per una situazione momentanea puoi autoprescriverti con relativo successo un rimedio, per quelle di vecchia data il fai da te non funziona quasi mai: infatti i problemi sono di vecchia data proprio perché ci nascondiamo le loro vere radici sotto una montagna di spiegazioni e di autogiustificazioni (del tutto evidenti per noi), o “semplicemente” rimuovendoli dalla coscienza quando nessuna giustificazione, per quanto elaborata e astuta è sufficiente...
I fiori di Bach si presentano sottoforma di gocce e si trovano in commercio presso le erboristerie e, spesso più economico, le farmacie.
Prendere i Fiori di Bach significa rimettersi in contatto con se stessi e con le proprie emozioni, perciò insieme alla loro assunzione, è opportuno diventare consapevoli, con una profondità superiore a quella che usiamo per la vita "normale", del proprio modo di pensare.
In commercio si trovano due tipi di confezioni dei rimedi floreali:
- la stock bottle (€ 12/15) che generalmente contiene 10/20 ml. del rimedio puro;
- la boccetta per l'assunzione che invece contiene 30 ml (€ 6/9) dove, su una base di acqua e brandy, vengono aggiunti i rimedi che si vogliono assumere.
La prima viene utilizzata per preparare la seconda, oppure viene utilizzata pura nelle situazioni di emergenza.
Si prepara la boccetta per l'assunzione dei rimedi, riempiendo una boccetta da 30 ml. con tre quarti di acqua e un quarto di brandy o grappa o aceto di mele, che ha la funzione di conservante. A questa miscela si aggiungono 3 gocce (1 ogni 10 ml di preparato) di ogni rimedio scelto prendendoli dalla stock bottle.
Il numero massimo di fiori da poter mettere insieme in ogni boccetta è di 5 o 6, raramente si può arrivare a 7.
Dalla boccetta così ottenuta, ti suggerisco di assumerne 4 gocce 4 volte al giorno direttamente in bocca, preferibilmente sotto la lingua e trattenendole il più possibile.
Al mattino a digiuno, e alla sera prima di coricarsi, sono i momenti importanti, le altre due volte, quando vuoi, possibilmente dando un certo ritmo agli orari; è possibile prendere i Fiori di Bach anche con una frequenza giornaliera maggiore qualora tu ne senta il bisogno.
Spesso le prime due boccette di Fiori di Bach non hanno bisogno di essere modificate, ma poiché ognuno ha una propria sensibilità e un proprio ritmo di risposta, si potrebbe presentare il bisogno di rivedere qualcosa durante o dopo questo periodo.
Ti suggerisco di prendere nota di tutti quei piccoli o grandi cambiamenti che osservi, affinché tu possa prenderli in considerazione in seguito.
E' preferibile scegliere i fiori da solo o con l'aiuto di un floriterapeuta?
Il metodo studiato e messo a punto dallo stesso Bach è semplice, e nei suoi intenti e nella sua realizzazione prevede che ognuno possa guarirsi da solo.
All'inizio però l'aiuto di un consulente esperto permette di raggiungere dei livelli di guarigione maggiori perché, come sopra detto, raramente si è cosi obiettivi con se stessi; per questo motivo l'occhio e l'attenzione di una persona esperta possono condurre ad una valutazione migliore dei rimedi adatti.
Una delle domande più frequenti rivolta dai riceventi prima di iniziare una serie di trattamenti è: quante sedute occorrono per risolvere il mio problema?
La risposta è: non si può quantificare il numero esatto dei trattamenti che servono per risolvere una certa disarmonia.
Il Reiki e lo Shiatsu non portano la guarigione (salute e benessere ritrovati) dall'esterno, in un rapporto padre/figlio o superiore/inferiore, ma risvegliano il naturale principio di autoguarigione che risiede dentro ognuno di noi, togliendo così all'operatore il potere di ottenere il risultato finale, qualunque esso sia.
Premesso questo, è facilmente comprensibile che non siamo tutti uguali; ogni persona ha il proprio percorso spirituale, e le proprie esperienze da fare, tutte inerenti alla riscoperta interiore.
Per questo quantificare esattamente in termini di numero i trattamenti necessari per il cliente è pressoché impossibile. Anche perché possono capitare due riceventi che apparentemente presentano la stessa disarmonia; solo che nel primo caso bastano 7 sedute per ottenere un risultato, mentre nel secondo caso magari occorrono 15 o più trattamenti per raggiungere un risultato valido. Dato che queste terapie energetiche stimolano la capacità di autoguarigione del ricevente, non conta la gravità della disarmonia che si manifesta nel corpo fisico quanto la sua profondità all'interno dello stesso.
Tuttavia, esistono dei canoni di valutazione complessivi che si possono applicare ad ogni individuo, dettati per lo più dal buonsenso e dall'esperienza, piuttosto che dalla certezza matematica e scientifica.
Personalmente consiglio sempre ad ogni mio ricevente di sottoporsi almeno ad un ciclo di 7 sedute per raggiungere i primi risultati, anche se devo confessare che sono state ben poche le persone che non hanno riscontrato un miglioramento subito dopo i primi trattamenti.
Ed anche qualora il sintomo dovesse scomparire quasi immediatamente (dopo 4 o 5 trattamenti), il mio consiglio è sempre quello di continuare le applicazioni con qualche seduta in più. Questo perché non è detto che l'eliminazione del sintomo corrisponda alla soluzione della disarmonia a livello spirituale, cioè globale.
Infatti guarire significa diventare consapevoli ed allargare le proprie prospettive, smettere di guardare indietro rimanendo intrappolati nel passato o di guardare al futuro con la speranza che domani sarà meglio di oggi. Guarire significa rimanere nel presente, capendo che nessuna malattia ci colpisce per caso ma si manifesta perché, in qualche modo, non siamo in armonia con noi stessi, con ciò che facciamo e con il nostro percorso di vita.
Di conseguenza qualora l'operatore mostri troppa fretta nell'assecondare l'impazienza del cliente per la risoluzione veloce del disturbo è possibile che la problematica si ripresenti in un secondo tempo, magari con una disarmonia differente.
Nell'ambito tecnico del Reiki, diversamente dallo Shiatsu dove i trattamenti, a parte rare eccezioni, sono solo settimanali, l'approccio al ricevente ed alla cura di quest'ultimo segue uno schema ben preciso: il ricevente dovrà sottoporsi a 4 trattamenti base ravvicinati nel tempo tra loro, questo significa ricevere un trattamento al giorno per 4 giorni consecutivi. In un secondo tempo si continuerà la sessione con 1 o 2 trattamenti alla settimana, a seconda della necessità del ricevente e fino alla risoluzione della disarmonia.
I quattro trattamenti base consecutivi non sono stati inventati, come qualcuno malignamente può pensare, per fare arricchire velocemente l'operatore Reiki; tutt'altro, perché nell'arco del tempo e degli esperimenti che sono stati svolti a riguardo, si è capito che 4 trattamenti consecutivi sono il minimo indispensabile che occorre per fare instaurare all'interno del ricevente il principio di autoguarigione.
Quando invece si presentano riceventi con disarmonie molto serie, per esempio tumore, leucemia, o malattie terminali, si andrà ad operare in maniera più incisiva. Ovvero il ricevente viene trattato con Reiki per 21 giorni consecutivi (un trattamento al giorno per 21 giorni), dopo di che si sospende la terapia per una settimana per ricominciare subito dopo con altri 21 giorni di trattamenti fino alla risoluzione della disarmonia.
Per quanto riguarda lo Shiatsu, sempre per le disarmonie di cui sopra, si tratta il ricevente in maniera variabile agendo, se possibile, anche tramite la moxa, una sorta di agopuntura non invasiva operata con il leggero riscaldamento dei punti da trattare ad opera di un bastoncino di artemisia tenuto a circa due centimetri dalla pelle; ogni giorno si controlla tramite alcuni punti rivelatori l'effetto del trattamento precedente, regolando di conseguenza il successivo.
Ricordiamoci che l'essere umano è dotato di quella scintilla divina che lo accomuna al Tutto in ogni istante della sua esistenza; questa scintilla di vita è conosciuta con il nome di Amore (che non è un'emozione ma uno stato di coscienza) ed è proprio nel nome dell'Amore che noi agiamo quando trattiamo con il Reiki o lo Shiatsu.
Per questo è importante che da parte dell'operatore ci sia un atteggiamento onesto e di distacco.
Onesto perché l'operatore non dovrà mai per nessun motivo alimentare le aspettative del cliente per un proprio tornaconto personale, ma dovrà informare a priori il ricevente di come funzionano esattamente le tecniche utilizzate.
Di distacco invece, perché è giusto che l'operatore tenga da parte il più possibile il proprio ego durante il corso della seduta, lasciando che l'energia agisca senza nessuna interferenza mentale da parte propria.
Molto spesso desideriamo che la persona che ci si presenta risolva a tutti i costi la sua disarmonia, ma ciò non dipende da noi ed esula da quelle che possono sembrare le nostre responsabilità; in fondo, che cosa ne sappiamo di quale sia il percorso di evoluzione di un individuo?
Siamo veramente in grado di stabilire quale sia realmente la scelta migliore per un'anima?
Ogni volta che trattiamo una persona l'energia agisce attraverso noi, direttamente o indirettamente, in relazione con il Se' superiore del ricevente. L'operatore in quel momento è soltanto un canale che fa da tramite tra il Tutto e l'Uomo.
Quindi la riuscita o l'insuccesso apparente non sono indice di bravura o mediocrità dell'operatore, ma più semplicemente sono l'espressione di un percorso di riscoperta talmente vasto e complesso che la semplice coscienza dualistica dell'essere umano non riesce a comprendere.
Vorrei concludere adesso ricordando che quando si lavora con l'energia non esistono successi o fallimenti ma più semplicemente opportunità di crescita sia per l'operatore che per il ricevente, e se riusciamo a lavorare in questa sintonia avremo sicuramente fatto un grandissimo passo in avanti nella direzione dell'Amore, quello vero, incondizionato e perciò esente da ego.

